Classificazione sismica del territorio nazionale

 

Osserviamo innanzitutto che i grandi terremoti non producono effetti disastrosi soltanto nelle zone in cui si generano. Nella figura 1.9 sono indicate le aree in cui, negli ultimi mille anni, si sono avuti almeno una volta effetti di intensità non inferiore all’VIII grado MCS. Gli ultimi eventi distruttivi (Belice 1968, Friuli 1976 e Irpinia 1980) hanno colpito zone non considerate sismiche dalla legge vigente al tempo del terremoto.
Questo dipendeva dal fatto che lo Stato classificava sismico un comune solo se era stato colpito da un sisma distruttivo a partire dal terremoto di Messina del 1908.
Questo criterio di attribuzione di un grado di sismicità piuttosto restrittivo è stato superato dalla proposta di riclassificazione sismica prodotta dal Progetto Finalizzato Geodinamica del CNR nel 1980 e adottata dal Ministero dei Lavori Pubblici. In essa infatti si prendono in considerazione diversi aspetti:
  • i terremoti distruttivi avvenuti in Italia nell’ultimo millennio;
  • il periodo di ritorno di ciascun sisma;
  • le caratteristiche geodinamiche dell’Italia;
  • altri fattori quali costi, danni, resistenza degli edifici, numero atteso di vittime.

Questa carta è riportata in figura 2.9, e vi sono indicate le aree dichiarate sismiche ai sensi della Legge 64/1974, la quale prescrive che in esse le nuove costruzioni debbano essere antisismiche.
Questa legge prevede zone sismiche di prima, seconda e terza categoria. Passando dalla terza alla prima categoria gli edifici devono resistere a sollecitazioni sismiche via via più forti.

E’ opportuno ricordare che i criteri adottati dalla legge non definiscono una sicurezza assoluta, ma si limitano a garantire che l’edificio non crolli durante terremoti di forte intensità. E’ chiaro come questo non sia sufficiente per evitare del tutto i danni.
Per le vecchie costruzioni solo in alcuni casi è richiesto il miglioramento o adeguamento sismico in base all’ubicazione ed al tipo di intervento che si intende realizzare nel fabbricato.
Attualmente sono in corso studi per aggiornare la classificazione sismica del territorio nazionale.

 


 

Classificazione sismica del territorio nazionale (Dati ISTAT elaborati dal Servizio Sismico del Ministero dei Lavori Pubblici)

Quadro sintetico

Rispetto al numero dei comuni. Su 8086 Comuni ne sono classificati 2960 dei quali:

  • 368 in 1° categoria, pari al 4,6% del numero totale ed al 12,4% di quelli classificati;
  • 2493 in 2° categoria, pari al 30,8% del numero totale ed all’84,2% di quelli classificati;
  • 99 in 3° categoria, pari all’1,2% del numero totale ed al 3,3% di quelli classificati;

complessivamente è classificato il 36,6% dei Comuni.

Rispetto alla superficie:. Su 301266 Kmq ne sono classificati 136329 Kmq, dei quali:

  • 14460 in 1° categoria, pari al 4,8% della superficie totale ed al 10,6% di quella classificata;
  • 118448 in 2° categoria, pari al 39,3% della superficie totale ed all’86.9% di quella classificata;
  • 3421 in 3° categoria, pari all’1,1% della superficie totale ed al 2,5% di quella classificata;

complessivamente è classificato il 45,2% della superficie.

Rispetto alla popolazione. Su 56556911 abitanti ne sono classificati 22497697 dei quali:

  • 1683839 in 1° categoria, pari al 3,0% della popolazione totale ed al 7,5 di quella classificata;
  • 17997329 in 2° categoria pari al 31,8% della popolazione totale ed all’80,0% di quella classificata;
  • 2816529 in 3° categoria, pari al 5,0% della popolazione totale ed al 12,5% di quella classificata;

complessivamente è classificato il 39,8% della popolazione.