Allarme, informazione ed emergenza
(alcune informazioni di base)

In occasione di terremoti significativi, l'allarme viene diramato dal Dipartimento della Protezione Civile (DPC) che provvede ad informare attraverso forme idonee e consolidate gli enti territoriali competenti.
Più precisamente, il DPC utilizza le informazioni provenienti dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Questo provvede - a partire dai dati rilevati dalla Rete Simometrica Nazionale Centralizzata - a localizzare in via preliminare l'evento e a stimarne la forza, espressa sia in termini di magnitudo che di intensità.
Nell'arco di tempo immediatamente successivo all'avvertimento di un evento sismico significativo e/o dopo aver ricevuto un allarme diramato dal DPC è del tutto inutile rivolgersi ad Osservatori o altri Centri di ricerca locali (e tanto meno a singoli ricercatori più o meno competenti) per avere conferme sulla natura del fenomeno e sulla correttezza dell'allarme ricevuto. Infatti solo le informazioni diramate dal DPC hanno carattere di indiscussa ufficialità.

La dichiarazione dello stato di emergenza e potere di ordinanza a seguito di un evento sismico è regolamentata dall'art 5 della Legge 225/92, di seguito riportato:

5. Stato di emergenza e potere di ordinanza.
1. Al verificarsi degli eventi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del Ministro per il coordinamento della protezione civile, delibera lo stato di emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alla qualità ed alla natura degli eventi. Con le medesime modalità si procede alla eventuale revoca dello stato di emergenza al venir meno dei relativi presupposti.
2. Per l'attuazione degli interventi di emergenza conseguenti alla dichiarazione di cui al comma 1, si provvede, nel quadro di quanto previsto dagli articoli 12, 13, 14, 15 e 16, anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni disposizione vigente, e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico.
3. Il Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell'articolo 1, comma 2, il Ministro per il coordinamento della protezione civile, può emanare altresì ordinanze finalizzate ad evitare situazioni di pericolo o maggiori danni a persone o a cose. Le predette ordinanze sono comunicate al Presidente del Consiglio dei ministri, qualora non siano di diretta sua emanazione.
4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua delega ai sensi dell'articolo 1, comma 2, il Ministro per il coordinamento della protezione civile, per l'attuazione degli interventi di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo, può avvalersi di commissari delegati. Il relativo provvedimento di delega deve indicare il contenuto della delega dell'incarico, i tempi e le modalità del suo esercizio.
5. Le ordinanze emanate in deroga alle leggi vigenti devono contenere l'indicazione delle principali norme a cui si intende derogare e devono essere motivate. 6. Le ordinanze emanate ai sensi del presente articolo sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nonché trasmesse ai sindaci interessati affinché vengano pubblicate ai sensi dell'articolo 47, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142.

Le competenze del comune e le attribuzioni del Sindaco a seguito di un evento sismico sono così definite dall'art. 15 della stessa Legge 225/92:

15. Competenze del comune ed attribuzioni del sindaco.
1. Nell'ambito del quadro ordinamentale di cui alla legge 8 giugno 1990, n. 142, in materia di autonomie locali, ogni comune può dotarsi di una struttura di protezione civile.
2. La regione, nel rispetto delle competenze ad essa affidate in materia di organizzazione dell'esercizio delle funzioni amministrative a livello locale, favorisce, nei modi e con le forme ritenuti opportuni, l'organizzazione di strutture comunali di protezione civile.
3. Il sindaco è autorità comunale di protezione civile. Al verificarsi dell'emergenza nell'ambito del territorio comunale, il sindaco assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al prefetto e al presidente della giunta regionale.
4. Quando la calamità naturale o l'evento non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune, il sindaco chiede l'intervento di altre forze e strutture al prefetto, che adotta i provvedimenti di competenza, coordinando i propri interventi con quelli dell'autorità comunale di protezione civile.

Infine si informa che - per migliorare il coordinamento tra la risposta locale e quella nazionale nel caso di una situazione di emergenza - il Dipartimento della Protezione Civile in data 13 marzo 2001 ha trasmesso agli Enti e Amministrazioni che a vario titolo partecipano alle emergenze di protezione civile il Modello Integrato Nazionale.
Tale modello individua le "sedi dei Centri Coordinamento Soccorsi (C.C.S.), dei Centri Operativi Misti (C.O.M.) e dei (C.O.C.) Centri Operativi Comunali: le informazioni relative (indirizzi recapiti e responsabili) sono state riportate in una banca dati costantemente aggiornata, inserita in un sistema informativo territoriale (G.I.S. che ne consente la rappresentazione cartografica" (figura sottostante)

Il Modello Integrato Nazionale precisa inoltre che "L'individuazione dei Centri Operativi costituisce la base necessaria per l'organizzazione del Modello d'intervento di qualsiasi Pianificazione di Emergenza, sia essa nazionale, provinciale o comunale; il Modello di Intervento, infatti rappresenta proprio il coordinamento, in situazione di emergenza, di tutti i Centri Operativi dislocati sul territorio, con l'assegnazione delle responsabilità ai vari livelli di comando e controllo, lo scambio costante delle informazioni tra il sistema centrale e quello periferico e l'uso razionale delle risorse. Le indicazioni contenute nel Modello Integrato Nazionale, costantemente verificate in ambito locale e nazionale, consentiranno, dunque, di abbassare notevolmente, durante le prime ore dal manifestarsi dell'evento, il livello di incertezza nelle decisioni delle autorità centrali e periferiche preposte al primo soccorso".