Come si generano

I movimenti delle zolle provocano notevoli deformazioni negli strati più esterni della terra. I terremoti distruttivi, localizzati di solito a profondità non superiori a qualche decina di chilometri, si producono quando, a seguito di quelle deformazioni, si verificano rotture di limitate porzioni della crosta (Fig. 1.2), che costituisce la parte più superficiale della litosfera.

E’ quindi errato:

  • pensare che i terremoti siano dovuti a sprofondamento di enormi cavità sotterranee (Fig. 2.2), come ancora si sente dire in alcune occasioni o come è scritto in qualche libro di testo;
  • credere che l’origine dei terremoti sia la conseguenza diretta dell’estrazione di idrocarburi dal sottosuolo;
  • interpretare i terremoti come conseguenza diretta di attività vulcaniche. Nelle zone in cui sono presenti vulcani esiste, in generale, una notevole attività sismica ed entrambe queste manifestazioni sono collegate alla particolare dinamica delle zolle in quelle aree;
  • la convinzione popolare che, eventi meteorologici inconsueti, come il vento caldo o particolari congiunzioni astrali, siano indicatori di terremoti anche di forte intensità.

Il volume di roccia, da cui è originata la frattura e quindi la propagazione delle onde sismiche, prende il nome di fuoco.
Per semplificare, l’ubicazione della zona "sorgente" si assimila ad un punto ipocentro ed il corrispondente punto della superficie terrestre posto direttamente sopra, si chiama epicentro.

Raramente un terremoto si presenta come un fatto isolato. Esso può essere preceduto da piccoli movimenti tellurici, ed è quasi sempre seguito da scosse tanto numerose quanto più intenso è il terremoto. Queste scosse vengono definite "repliche" e non "scosse di assestamento".

Dopo un terremoto, la stampa riporta frequenti messaggi rassicuranti del tipo "… il fenomeno, secondo alcuni esperti, non deve costituire motivo di allarme, ma rientrerebbe nella normale attività di assestamento della terra…". In realtà all’interno della terra, nulla si assesta, avviene solo un mutamento degli equilibri esistenti e, dopo un evento sismico, è molto difficile prevedere l’evoluzione del fenomeno.