Glossario dei termini comunemente usati in sismologia

Accelerometro
Strumento che misura l'accelerazione del suolo
 
Aftershock
Vedi replica.
 
Ampiezza d'onda
La massima altezza raggiunta dalle creste dell’onda.
 
Arrivo
La comparsa di energia sismica su una registrazione.
 
Asismico
Non associato con un terremoto (es. scorrimento asismico).
Anche utilizzato per indicare un territorio in cui 'non si sono' verificati terremoti (zona asismica). In quest'ultima accezione il concetto è relativo in quanto  in alcune aree,  prima di un terremoto, le tensioni (stress) nella roccia vengono accumulate per periodi ben più grandi di quelli per cui si dispone di osservazioni/dati.
 
Astenosfera
Strato del mantello al di sotto della litosfera che arriva ad una profondità di circa 700 km. Costituito da materiale viscoso.
 
Azione sismica di progetto
Valori delle forze orizzontali ai quali devono resistere gli edifici in una zona sismica.
 
Barriera
Ipotesi sul meccanismo di origine dei terremoti; secondo il modello a barriera il terremoto può essere prodotto da un insieme di diverse fratture che si originano nella zona focale. L'ipotesi fu formulata negli anni '70.
 
Bradisismo
Lentissimi abbassamenti (+) o innalzamenti del suolo (-).
 
Cinture sismiche
Una zona allungata lungo la quale avvengono terremoti. Ad esempio la circumpacifica, la mediterranea.
Circa il 50% dei terremoti mondiali avviene lungo la cintura circumpacifica.
 
Coesione
Forza che tiene unite le molecole componenti la materia.
 
Contrazionismo
Teoria che ipotizza la riduzione del raggio terrestre per spiegare la dinamica della terra.
 
Crosta terrestre
Involucro più superficiale della Terra compreso tra la superficie libera e il Mantello. Si distingue in crosta continentale (più spessa - può superare i 50 km -  e più leggera) e crosta oceanica (più sottile - circa 10 km - e più pesante).
 
Deformazione
Cambiamento di forma di una porzione di roccia sottoposta a sforzo.
 
Densità
Rapporto tra peso e volume di un corpo.
 
Deriva dei continenti
Ipotesi formulata da A. Wegener nel 1915 secondo la quale gli attuali continenti si sarebbero originati dalla fratturazione di un unico continente primordiale (Pangea).
 
Dilatanza
Aumento del volume delle rocce dovuto a fenomeni di microfratturazione.
 
Discontinuità
Zona di brusca variazione delle proprietà elastiche delle rocce.
 
Discontinuità di Mohorovicic
E’ la zona che separa la crosta terrestre dal mantello sottostante. Prende il nome dal sismologo Mohorovicic che per primo ne suggerì l’esistenza.
 
Discontinuità di Gutemberg
Zona, posta a circa 2900 km di profondità, che separa il mantello dal nucleo esterno .
 
Dorsali oceaniche
Fasce montuose presenti sul fondo degli oceani, larghe da 1000 a 2000 km e con vette di anche 3000 m; costituiscono un sistema continuo lungo fino a 50.000 km che collega tra loro i diversi oceani.
 
Elasticità
Proprietà delle rocce di ritornare nella posizione primitiva quando, sottoposte a sforzi inferiori allo sforzo critico, viene rimosso lo sforzo.
 
Energia sismica
Energia liberata da un terremoto. Si misura in erg = (grammo x cm2)/sec2.
 
Epicentro
Proiezione dell'ipocentro sulla superficie terrestre.
 
Espansionismo
Teoria che ipotizza l'espansione del raggio terrestre per spiegare la dinamica della terra.
 
Faglia
Frattura in una massa rocciosa, lungo la quale avviene uno slittamento fra le due parti.
 
Faglia attiva
Faglia con evidenze di slittamenti avvenuti nel corso degli ultimi 10.000 anni, per cui si presume che sia capace di generare un terremoto.
 
Fase
L’inizio di uno spostamento (o oscillazione su un sismogramma) che indica l’arrivo di un tipo differente di onda sismica.
 
Focus o fuoco o origine
Vedi ipocentro.
 
Foreshock
Vedi precursore.
 
Fosse oceaniche
Infossamenti del fondo oceanico con profondità di 10 km e più, con una larghezza di qualche decina di km e lunghe da centinaia a migliaia di km.
 
Frequenza
Numero di volte che un fenomeno periodico si ripete nell'unita di tempo.
 
Geodinamica
Scienza che studia le trasformazioni della superficie della terra in relazione alle forze che vi agiscono.
 
Geofisica
Scienza che indaga sui caratteri fisici della terra.
 
Intensità
Valore numerico ordinale che sintetizza gli effetti di un terremoto risentiti in una data località. Viene assegnato confrontando uno scenario di effetti reali con quelli definiti nelle diverse scale d'intensità comunemente usate. L’intensità in un punto è funzione non solo della Magnitudo del terremoto ma anche della distanza ipocentrale, delle condizioni geologiche locali, e della tipologia degli edifici.
 
Ipocentro
Luogo (assimilato ad un punto) della terra in cui ha inizio la rottura delle rocce che dà origine ad un terremoto.
 
Isosisma o isosista
Linea di contorno delle aree in cui un terremoto ha avuto la stessa intensità.
 
Liquefazione
Totale perdita di consistenza di un terreno (generalmente sabbioso) risultante da un incremento della pressione dei pori (pressione neutra) e della riduzione dello stress. Il fenomeno può essere osservato anche in occasione di scosse violente.
 
Limiti delle Zolle
Luogo di incontro di due o più Zolle litosferiche.
 
Litosfera
Involucro esterno del globo terrestre formato di rocce solide che comprende la crosta e la parte superiore del mantello. La litosfera continentale ha uno spessore di circa 100 km, quella oceanica di 50-70 km.
 
Lunghezza d'onda
Distanza tra i punti che si trovano nella stessa fase. Nelle onde sismiche può variare tra le centinaia di metri e le centinaia di chilometri.
 
Macrosismica
Disciplina che studia i terremoti in relazione agli effetti sull'ambiente ad essi associati.
 
Magnitudo
Misura della potenza di un terremoto all'origine/ipocentro che viene calcolata a partire dall'ampiezza o dalla durata del sismogramma. La magnitudo è un valore logaritmico che venne definito originariamente da Richter nel 1935. Un incremento di una unità di magnitudo (ad es. da 4.6 a 5.6) corrisponde ad un incremento dell’ampiezza sul sismogramma di 10 volte ed a circa un aumento di 30 volte dell’energia rilasciata.
Non esiste né un limite inferiore, né un limite superiore del valore calcolato. Tuttavia, la meccanica delle rocce sembra escludere l’esistenza di terremoti più piccoli del valore –1 o più grandi del valore 9.5. Tranne che in casi particolari, terremoti di magnitudo inferiore a 2.5 non sono avvertiti dalla popolazione.
 
Mantello
Involucro interno del globo terrestre che sta sotto la crosta e prima del nucleo. E’ spesso approssimativamente 2900 km ed occupa la percentuale maggiore del volume terrestre.
 
Maremoto
Una od una serie di onde marine giganti causate da terremoti o da altri fenomeni che avvengono sui fondali oceanici.
 
Microsisma
Un movimento più o meno continuo della Terra non determinato da un terremoto e rilevato dai sismografi. I microsismi hanno periodi che variano da 1 a 9 secondi e sono causati da sorgenti naturali (es. onde del mare, vento) e artificiali (es. traffico intenso).
 
Microzonazione sismica
Suddivisione in dettaglio di una porzione di territorio (in genere un'area urbanizzata) in base alle differenze di risposta sismica del terreno.
 
Momento sismico
Misura della grandezza di un terremoto all'origine/ipocentro. Si esprime in dine x cm.
 
Nucleo terrestre
La parte più interna della Terra. Il nucleo interno è solido e ha un raggio di circa 1300 km (il raggio terrestre è di circa 6371 km). Il nucleo esterno è fluido ed è spesso circa 2300 km. Le onde S non si propagano attraverso il nucleo esterno.
 
Onda Lg
Un’onda di superficie che si propaga nella crosta.
 
Onde di Love
Un tipo di onde di superficie aventi un moto orizzontale di taglio o trasversale alla direzione di propagazione. Prendono il nome da A.E.H. Love, il matematico inglese che per primo le scoprì.
 
Onde di marea
Termine improprio se usato nel senso di onda sismica marina o tsunami (vedi).
Le onde di marea sono causate dalle maree e sono quelle visibili da chiunque ad es. negli oceani.
 
Onde di Rayleigh
Un tipo di onde di superficie che si propagano con spostamenti delle particelle secondo un ellisse nel piano verticale e parallelo alla direzione di propagazione. Sono le onde più lente causate da un terremoto ma spesso le più ampie e distruttive. Prendono il nome da Lord Rayleigh, il fisico inglese che ne predisse l’esistenza.
 
Onde di volume
Onde sismiche che si propagano nei solidi. Le onde P e le onde S che si propagano nell’interno della terra sono onde di volume.
 
Onde elastiche o sismiche
Un’onda che si propaga attraverso deformazioni elastiche ovvero attraverso cambiamenti di forma o di volume che scompaiono una volta che le forze che li hanno generati vengono rimosse. Le onde sismiche sono onde elastiche. Tra queste le più importanti sono: onde P (primae) o onde longitudinali; onde S (secundae) o onde di taglio; onde L (longae) o onde superficiali.
 
Onde P o onde longitudinali
Onde che si propagano nei solidi attraverso variazioni di volume. il moto è parallelo alla direzione di propagazione (da cui longitudinali). Sono chiamate P dal latino Primae perchè viaggiano più veloci delle altre.
 
Onde S o onde di taglio
Onde che si propagano nei solidi attraverso deformazioni del mezzo. Il moto è perpendicolare alla direzione di propagazione (onde di taglio). Sono chiamate S dal latino Secundae perché arrivano dopo le P. Usualmente l’ampiezza di queste onde è maggiore di quella delle onde P. Le onde S non si propagano nel nucleo esterno perché non possono esistere nei fluidi.
 
Onde superficiali
Onde che si propagano lungo le superfici di discontinuità. Le onde di Rayleigh e le onde di Love sono onde superficiali.
 
Orogenesi
Processo di formazione delle montagne.
 
Paleomagnetismo
Le tracce magnetiche naturali che rivelano l’intensità e la direzione del campo magnetico terrestre nel passato. Si dice paleomagnetismo anche lo studio di tali tracce.
 
Paleosismologia
Lo studio dei terremoti preistorici o avvenuti in regioni prive di fonti storiche.
 
Pangea
Nome della massa continentale originaria, dalla cui frammentazione, iniziata circa 200 milioni di anni fa, hanno avuto origine gli attuali continenti.
 
Pericolosità sismica
Probabilità che un'area sia interessata da terremoti capaci di produrre danni. La pericolosità è un parametro relazionato solamente al fenomeno fisico; le carte di pericolosità in genere mostrano aree con uguale probabilità di accadimento di un terremoto di effetti superiori ad un prefissato livello di severità in un certo intervallo di tempo.
 
Periodo
Il tempo tra due creste successive di un’onda.
 
Periodo di ritorno
Intervallo medio di tempo intercorrente tra un terremoto e un altro di pari magnitudo o intensità ed origine nella stessa area sismogenetica.
 
Piano di Benjoff
Termine per indicare la fascia inclinata lungo la quale si distribuiscono gli ipocentri in una zona di subduzione.
 
Placca
Vedi zolla.
 
Primo arrivo
Il primo segnale, tra quelli registrati, che può essere attribuito all’onda sismica che si propaga dalla sorgente.
 
Precursore o scossa preliminare
Evento di non elevata magnitudo che precede, da alcuni secondi ad alcune settimane,  una scossa principale e che avviene in prossimità della zona di rottura della scossa principale.
 
Rapporto segnale-disturbo
Il confronto fra l’ampiezza del segnale sismico e l’ampiezza del disturbo causato sia dagli strumenti sismici che da cause non sismiche.
 
Replica
Evento sismico che segue una scossa principale e che si origina nella, zona di rottura dell’evento principale o in sua prossimità. In genere, terremoti di alta magnitudo sono seguiti da un gran numero di repliche la cui frequenza diminuisce con il tempo.
 
Rete sismica
Un insieme di stazioni sismiche in una certa area geografica, collegate tra loro e/o con una centrale di ricezione dei dati.
 
Rigidità
Rapporto tra sforzo di taglio e deformazione.
 
Rimbalzo elastico
Modello di origine dei terremoti fondato sull'ipotesi che una faglia rimanga bloccata finché l'energia accumulata non superi una soglia critica, facendo scattare improvvisamente in direzioni opposte i due lati della faglia .
 
Rischio sismico
Valore del danno atteso da un terremoto che interesserà in futuro una determinata area. Il valore dipende dalla pericolosità, dalla vulnerabilità e dall' esposizione (ossia dall'importanza e valore del territorio antropizzato).
Per capire la differenza tra rischio e pericolosità si consideri che un'area a pericolosità sismica elevata ma disabitata potrà risultare a rischio non elevato, mentre aree a bassa pericolosità ma densamente popolate e perdipiù con costruzioni di cattiva qualità potranno risultare ad alto rischio.
 
Scala di intensità
Scala per la valutazione degli effetti dei terremoti su persone, cose e costruzioni in una data zona. La scala d'intensità più comunemente usata in Italia è la Scala Mercalli Cancani Sieberg (MCS). Recentemente è stata definita anche una scala macrosismica europea (EMS).
 
Scala Richter
Termine improprio; da non usare. Vedi magnitudo.
 
Sciame sismico
Una serie di terremoti di bassa magnitudo, che avvengono in una area ristretta ed in un limitato intervallo di tempo, tra i quali non è possibile identificare una scossa principale.
 
Scorrimento asismico
Dislocazione di una faglia senza la generazione di terremoti.
 
Scossa di assestamento
Termine improprio; da non usare. Vedi replica.
 
Sessa
Oscillazione libera della superficie dell’acqua in un bacino chiuso che viene causata da cambiamenti atmosferici locali, correnti di marea o terremoti.
 
Sforzo
Forza per unità di superficie.
 
Sisma o sismo
Vedi terremoto..
 
Sismicità
In generale è la definizione delle caratteristiche sismiche di un territorio, ma non ha una univoca definizione dei valori che la definiscono (ad esempio la sismicità potrebbe risultare diversa se definita a partire dal valore d'intensità massima sperimentata oppure dalla frequenza di occorrenza di eventi d'intensità superiori ad un prefissato valore).
 
Sismico
Di o avente a che fare con un terremoto.
 
Sismogenesi
Studio delle cause e delle zone origine dei terremoti
 
Sismografo
Strumento scrivente che riproduce il tracciato grafico del terremoto.
 
Sismogramma
Tracciato grafico di un terremoto, quest'ultimo rilevato da un sismometro.
 
Sismologo
Chi studia scientificamente i terremoti. Professione generalmente mal pagata e poco considerata.
 
Sismometria
Gli aspetti strumentali della sismologia.
 
Sismometro
Strumento per la rilevazione di eventi sismici. In genere si indica con sismometro lo strumento moderno di tipo elettromagnetico.
 
Stazione sismica
Sito in cui sono collocati gli strumenti di rilevazione.
 
Studio macrosismico
Studio di un terremoto sulla base degli effetti prodotti su persone, cose ed edifici.
 
Studio sismografico
Studio di un terremoto sulla base dei dati strumentali.
 
Subduzione
Il processo nel quale una placca litosferica entra in collisione con un’altra placca ed è forzata a immergersi nel mantello ad essa sottostante.
 
Tempo di arrivo
Tempo di registrazione di una particolare fase sismica rilevata da una stazione.
 
Terremoto
Rapido scuotimento della superficie terrestre causato dalla rottura delle rocce della crosta terrestre che, in questo modo,  liberano energia elastica in esse accumulata. I terremoti non sono delle catastrofi naturali ma eventi naturali che assumono aspetti catastrofici quando interagiscono con l'inadeguatezza delle opere umane.
 
Telesisma
Un terremoto che avviene a più  2.000 km di distanza dalla stazione di registrazione.
 
Tempo di percorso
Il tempo necessario ad un treno di onde per percorrere il tragitto sorgente-stazione.
 
Tempo di ritorno
Il tempo che intercorre tra terremoti in un’area sismicamente attiva.
 
Tettonica
Studio dei processi che portano alla formazione ed alla evoluzione dei fenomeni dinamici presenti sulla superficie terrestre.
 
Tettonica a Zolle
Teoria che spiega la dinamica terrestre superficiale a partire dai movimenti delle zolle e dalle loro interazioni.
 
Tsunami
Vedi maremoto
 
Vulnerabilità
Capacità dei manufatti di resistere al terremoto.
 
Zolle o placche litosferiche
Parte in cui è divisa la litosfera terrestre, sono in movimento relativo tra loro.
 
Zona di Rottura
Area della Terra che si frattura durante un terremoto. Per terremoti grandi può estendersi per centinaia di km in lunghezza e decine di chilometri in larghezza.
 
Zona di subduzione
Una regione allungata lungo la quale una zolla si immerge sotto un’altra.
 
Zona Focale
Vedi Zona di Rottura.
 
Zona sismica
Area soggetta a terremoti.
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