Come si misurano

Fin dall'antichità l'uomo ha misurato i terremoti sulla base di studi macrosismici e di studi sismografici. I primi si basano sulla osservazione, raccolta e classificazione sistematica degli effetti dei terremoti; i secondi ricorre ai sismografi, strumenti capaci di registrare i movimenti del terreno. I due diversi studi producono diverse misure dello stesso fenomeno ed in particolare due diverse 'unità di misura': l'intensità e la magnitudo.
Intensità e magnitudo vengono spesso confuse, scambiate o utilizzate in modo sbagliato dai mass media. In realtà descrivono grandezze del tutto diverse e non direttamente confrontabili. Si possono infatti avere terremoti che danno luogo ad una stessa tipologia di effetti (stessa intensità) ma con magnitudo molto diverse vediamo il perchè.

La magnitudo

E' una misura dell'energia rilasciata durante un terremoto nella porzione di crosta dove questo si genera. La formula della magnitudo è complessa.
Ad esempio un terremoto di magnitudo 6 libera un'energia circa 30 volte più elevata di un terremoto di magnitudo 5 e così via. La magnitudo viene espressa da un numero - calcolato mediante un sismografo campione denominato Wood-Anderson (dai nomi degli ideatori) - che si riferisce alla misura della forza del terremoto nel punto in cui questo si è originato.

Generalmente i mezzi d'informazione, nell'indicare la forza di un terremoto, riportano frasi del tipo:

"...Una scossa del quinto grado della scala Richter, pari  al sesto grado della scala Mercalli ... ".

 

In questo modo i giornalisti confondono due misure diverse della forza di un terremoto. In realtà con il termine "scala Richter" (da F.C. Richter, sismologo statunitense degli anni '30) si vuole intendere la magnitudo, che è una misura della forza di un terremoto, fatta attraverso i sismografi.
I valori di magnitudo non sono inseriti all'interno di una scala poiché teoricamente un terremoto può assumere qualsiasi valore di magnitudo. Quindi non è corretto parlare di "scala Richter".

I terremoti di cui è stata calcolata la magnitudo in questo secolo non hanno mai superato il valore 8.9 raggiunto nel 1933 in occasione del terremoto di Sanriku (Giappone) a seguito del quale ci furono circa 3000 vittime.
Il terremoto di Messina del 1908 (in occasione del quale ci furono circa 90.000 vittime) ha avuto una magnitudo di 7.2 mentre il terremoto irpino del 1980 (3000 vittime) ha avuto una magnitudo 6.9.

L'intensità

Classifica gli effetti che un terremoto produce sulle costruzioni, sul terreno e sulle persone. Essa non dipende solo dal fenomeno geologico-fisico in sé; il suo valore cambia quindi da luogo a luogo.
Il grado d'intensità si assegna località per località, osservando gli effetti prodotti dal terremoto e facendo riferimento a situazioni predefinite associate a numeri interi ed ordinate secondo categorie sempre più severe (si veda poco più avanti la scala Mercalli).

Possiamo quindi concludere affermando che un terremoto è definito da un solo valore di magnitudo e da molti valori d'intensità; questi ultimi normalmente decrescono man mano che ci allontaniamo dall'epicentro del terremoto.

I sismografi non misurano l'intensità di un terremoto ma sono utili per calcolare la magnitudo.

Le scale d'intensità più note derivano da quella formulata dal sismologo italiano Giuseppe Mercalli. In particolare le più usate in Europa sono due:

  • la scala Mercalli - Cancani - Sieberg (MCS), introdotta nel 1903 e modificata da Sieberg nel 1930;
  • la scala Medvedev - Sponheuer - Karnik (MSK), presentata per la prima volta nel 1963 e aggiornata più volte.