La previsione

Anche se i mezzi di comunicazione di massa danno solitamente grande rilievo a informazioni su questo argomento, bisogna ricordare che i successi riportati in questo campo sono molto pochi.

Si ha infatti notizia di qualche rara previsione riuscita, tuttavia, in base alle conoscenze attuali, non è possibile avvalersi di sistemi di allarme sicuri.

La previsione si basa sulla osservazione di fenomeni che dovrebbero manifestarsi e/o sulla misura di parametri fisici (quali: velocità delle onde sismiche, emissioni di gas Radon, resistività elettrica, numero di eventi sismici, emissioni acustiche delle rocce, correnti del sottosuolo, variazione del livello dell’acqua nei pozzi, deformazione del suolo, ecc.) che si prevede debbano modificarsi prima della rottura della roccia che da luogo al terremoto.

Il problema è che questi segnali sono estremamente deboli e di difficile individuazione; inoltre non è detto che segnali significativi per un’area, lo siano anche per altre regioni.

La previsione riuscita del terremoto di Haicheng (Cina) è stato un caso fortunato, dovuto alla particolare regolarità dell’evoluzione dei precursori osservati.

Alcuni mesi dopo questo terremoto, tuttavia, sempre nella stessa regione, si è avuto un altro terremoto catastrofico, che non è stato previsto.

Lo stesso comportamento anomalo in certi animali, prima di un terremoto, è stato in genere ricordato soltanto a terremoto avvenuto. Meglio dunque non farsi suggestionare da previsioni di maghi, da indicazioni illusorie, ma prepararsi psicologicamente e materialmente alla possibilità che possa verificarsi un evento sismico in qualsiasi momento, ed iniziare a pensare alle azioni da intraprendere nel caso questo si verifichi.