La sismicità del territorio marchigiano


Il territorio marchigiano è stato sede di intensa attività sismica, sia per l’intensità dei terremoti, che per la loro frequenza.

A partire dall’anno 1000 ad oggi, possiamo contare circa una ventina di eventi distruttivi con zona epicentrale in territorio marchigiano. Questi terremoti hanno prodotto danni non inferiori a quelli di Senigallia (AN) nel 1930, di Castignano (AP) nel 1943, quelli di Ancona del 1972, fino alle recenti sequenze sismiche dell’Appennino Umbro-Marchigiano del settembre ottobre 1997.

Oltre ai terremoti che si sono generati nel territorio marchigiano è necessario ricordare quelli con epicentro nelle regioni limitrofe ma che hanno prodotto danni anche nelle Marche.
Norcia ad esempio è stata colpita il 14 gennaio 1703 da uno dei terremoti più forti della storia sismica italiana; l’evento, il primo di una serie, fu risentito con effetti distruttivi anche nel territorio marchigiano.
Danni nelle Marche sono stati prodotti anche dai terremoti originatesi nelle zone di Sansepolcro (AR), di Rimini, del Forlivese e dell’Aquilano.

In tabella 1 è riportato l’elenco dei maggiori terremoti che hanno interessato il territorio marchigiano. Come si vede quest’area è stata ed è sede di sismicità che pur non raggiungendo le punte più catastrofiche del territorio italiano, rappresenta una presenza non marginale nella storia e nella vita sociale della nostra regione.


Data
Area epicentrale
Intensità massima
(MCS)
-
settembre
1269
-
-
1277
30
aprile
1279
1
dicembre
1298
25
gennaio
1308
1
dicembre
1328
-
settembre
1349
25
dicembre
1352
18
ottobre
1389
3
luglio
1428
5
dicembre
1456
26
aprile
1458
26
novembre
1461
12
settembre
1584
5
novembre
1599
7
ottobre
1639
22
marzo
1661
14
aprile
1672
11
aprile
1688
22
dicembre
1690
11
giugno
1695
2
febbraio
1703
14
gennaio
1703
12
maggio
1730
24
aprile
1741
17
aprile
1747
27
luglio
1751
6
ottobre
1762
19
ottobre
1768
4
aprile
1781
3
giugno
1781
17
luglio
1781
9
ottobre
1785
25
dicembre
1786
30
settembre
1789
28
luglio
1799
13
gennaio
1832
14
febbraio
1838
22
agosto
1859
30
ottobre
1870
15
settembre
1878
16
agosto
1916
26
aprile
1917
10
novembre
1918
10
settembre
1919
30
ottobre
1930
3
ottobre
1943
5
settembre
1950
4
febbraio
1972
14
giugno
1972
19
settembre
1979
26
settembre
1997
ANCONA
SPOLETO
CAMERINO
REATINO
RIMINI
NORCIA
VALLE DEL SALTO
MONTERCHI
BOCCA SERRIOLA
PREDAPPIO
ALTA V. PESCARA
CITTA' DI CASTELLO
AQUILANO
ROMAGNA
CASCIA
AMATRICE
CIVITELLA DI ROM.
RIMINI
ROMAGNA
ANCONA
BAGNOREGIO
L'AQUILA
NORCIA
NORCIA
FABRIANESE
FIUMINATA
GUALDO TADINO
POGGIO PICENZE
S. SOFIA
FAENTINO
CAGLIESE
FAENTINO
PIEDILUCO
RIMINI
VAL TIBERINA
CAMERINO
FOLIGNO
VALNERINA
NORCIA
MELDOLA
MONTEFALCO
RIMINESE
MONTERCHI-CITERNA
S. SOFIA
PIANCASTAGNAIO
SENIGALLIA
OFFIDA
GRAN SASSO
ANCONA
MEDIO ADRIATICO
NORCIA
COLFIORITO
VIII
VIII
X
IX-X
VIII
X
IX-X
IX
IX
VIII
IX
IX
X
IX
VIII-IX
X
IX
VIII
IX
VIII
VIII-IX
IX
X
VIII-IX
IX
IX
X
IX
VIII
IX
IX-X
VIII
VIII
VIII
VIII-IX
IX
VIII-IX
VIII
VIII-IX
VIII
VIII
VIII-IX
IX
VIII
VIII
VIII-IX
VIII-IX
VIII
VIII
VIII
VIII
VIII-IX

 

La figura della distribuzione dei terremoti dell’ultimo millennio per l’area Umbro-Marchigiana, mostra come l’attività sismica sembra concentrarsi maggiormente in alcune aree rispetto ad altre. L’analisi della sismicità recente sulla base dei dati raccolti negli ultimi anni dalla Rete Sismometrica Marchigiana confermerebbe questo quadro.
Sulla base di queste considerazioni nonchè sui caratteri sismotettonici di questa regione è stata realizzata una zonazione del territorio mostrata in figura 2.8, in cui con i colori diversi si individuano diverse fasce. La larghezza delle zone è dovuta al fatto che le diverse fasce sono costituite da numerose strutture attive tra le quali non è possibile indicare con certezza quale genererà il prossimo terremoto. All’interno di ciascuna zona le caratteristiche della sismicità (massima magnitudo attesa, tempi di ritorno, ecc.) sono considerate omogenee e il prossimo terremoto si potrà verificare in un qualsiasi punto della zona.